Aggiornamento Google, cosa c’è da sapere

20 Giu 2019

Lo scorso 2 Giugno, a sorpresa, Google ha annunciato in anticipo l’aggiornamento dell’algoritmo di ricerca. Definito core update, cioè aggiornamento principale, è da considerarsi un importante aggiornamento in materia di cambio del ranking.

Sin dal 3 Giugno i dati disponibili e la rete hanno dimostrato che l’aggiornamento è incentrato sull’analisi dei contenuti web delegata al Rank Brain (la parte di intelligenza artificiale dell’algoritmo) piuttosto che alle regole algoritmiche umane. C’era da aspettarselo, soprattutto se si pensa alla SEO su Google Discover.
L’aggiornamento è graduale, ma i suoi effetti sono già visibili in alcuni Paesi.

Come scoprire se sei stato colpito dall’update di Giugno

Quando viene introdotto un aggiornamento così importante dell’algoritmo di ricerca, la conseguenza immediata è un cambio nel ranking cioè una variazione delle visualizzazioni prima e del traffico organico (da Web Analytics) dopo.

Per scoprire se l’aggiornamento di Google ti ha colpito, puoi effettuare un ranking report completo del sito tramite SEMrush oppure HREF. In alternativa, puoi utilizzare Google Search Console e osservare il rapporto sul rendimento degli ultimi 28 giorni: potrai così avere accesso alle visualizzazioni, i clic e la posizione media nei risultati di ricerca associata alle tue pagine. Nel caso in cui il tuo sito produca molti contenuti, dovrai sommare questi dati ai risultati di Google Discover che, in alcuni casi, pesano anche per il 30% delle visite.

Quali siti risultano vincitori?

Sono moltissimi i domini interessati dall’aggiornamento: sono coinvolti molti siti di notizie, quelli sulla salute e sulle immagini (Getty e free pick su tutti). Ciò conferma la virata verso l’IA e il machine learning e un’enfasi maggiore verso le notizie in APP di Google.

Per comprendere appieno le variazioni sarà necessario attendere qualche altra settimana, anche a causa del successivo mini aggiornamento che limita i doppioni e il numero di volte in cui un dominio può comparire nei risultati di ricerca.

Il mondo della SEO è effimero, costellato qua e là di ciarlatani che propinano ricette infallibili, ma non guasta seguire le poche semplici regole che già conosciamo.
Questo aggiornamento è significativo perché coinvolge i termini di criteri di classificazione cui viene attribuita maggiore importanza nel determinare i risultati di ricerca. A venire premiati saranno perciò ancora i siti sicuri, veloci e responsive. A farla da padrona, insomma, sono e saranno contenuto e user experience. Possiamo tirare un sospiro di sollievo.

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