BERT, come cambieranno le nostre ricerche online

31 Ott 2019

bert-microsoft

Google annuncia l’arrivo di BERT ed è subito fibrillazione tra gli addetti ai lavori (e non). Si tratta di una importante modifica agli algoritmi del motore di ricerca, che consentirà di comprendere meglio le richieste che scriviamo quotidianamente quando cerchiamo qualcosa online.

Cos’è BERT?

BERT è l’acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers, cioè un sistema di elaborazione del linguaggio naturale NLP per il trattamento automatico delle informazioni scritte/parlate in una lingua naturale. Il sistema si basa su una rete neurale artificiale: è un modello di computer che imita il funzionamento dei neuroni e il modo in cui collaborano e comunicano tra loro.
BERT potrà influire sul 10% delle pagine dei risultati, apportando così modifiche significative all’ordine dei link mostrati: secondo Google sarà offerto un servizio migliore e più naturale, soprattutto nei casi in cui vengono utilizzate intere frasi come chiavi di ricerca.

La ricerca

I ricercatori di Google hanno sviluppato processi informatici che gestiscono le parole in una frase mettendole in relazione tra loro: i modelli basati su BERT consentono di prendere in considerazione l’intero contesto in cui una parola è stata utilizzata, ricostruendolo e analizzando anche le altre parole. Così facendo BERT porta a un’interpretazione più puntuale del senso della frase e, di conseguenza, a un miglioramento della qualità delle risposte date dai link nelle pagine dei risultati del motore di ricerca.
Per addestrare l’intelligenza artificiale alla base di BERT, i ricercatori hanno selezionato migliaia di frasi di senso compiuto e da ciascuna hanno eliminato – a caso – il 15% delle parole. Hanno poi chiesto a BERT di provare a ritrovare i pezzi mancanti e, dopo numerose sessioni e milioni di simulazioni, il sistema ha compreso il funzionamento del contesto delle frasi e ha imparato ad applicare le giuste soluzioni.
Secondo Google, BERT semplificherà la ricerca online, apporterà uno dei cambiamenti più influenti nella sua storia e avrà un impatto sul 10% delle risposte fornite dal motore di ricerca. Potrà inoltre collaborare con i dispositivi intelligenti per la casa e l’Assistente vocale Google.

BERT funziona solo in inglese e viene utilizzato solo negli Stati Uniti, ma nei prossimi mesi sarà esteso in molti altri Paesi. Uno dei vantaggi del riconoscimento del linguaggio naturale tramite reti neurali è proprio che i sistemi si adattano facilmente ad altre lingue, senza perciò bisogno di apportare significativi cambiamenti agli algoritmi.
Ad oggi, come accade per i periodici aggiornamenti agli algoritmi di Google, non sono disponibili molte informazioni sulle modifiche ai sistemi del motore di ricerca, ma non vediamo l’ora di testarlo!

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