FIEG vs Telegram

22 Apr 2020

Telegram, colosso creato da Pavel Durov, non se la passa molto bene.
A dichiarargli guerra questa volta è la Federazione Italiana Editori Giornali – FIEG – che nei giorni scorsi ha chiesto all’AGICOM, Autorità Garante delle Comunicazioni, la sospensione del servizio di messaggistica digitale. Il motivo? Permetterebbe la circolazione illecita di giornali e riviste.
Nel comunicato, FIEG precisa di aver richiesto «un provvedimento esemplare e urgente di sospensione di Telegram, sulla base di un’analisi dell’incremento della diffusione illecita di testate giornalistiche sulla piattaforma che, durante la pandemia, ha raggiunto livelli intollerabili per uno Stato di diritto».

Sono dieci i canali finiti nel mirino, dedicati esclusivamente alla distribuzione illecita di giornali, che contano 580mila utenti complessivi (registrando un +48% di iscritti negli ultimi tre mesi) e un incremento dell’88% di testate diffuse.
Andrea Riffeser Monti, Presidente della FIEG, ha tenuto a precisare che all’analisi di dieci canali destinati alla distribuzione illecita di giornali è seguita una stima delle perdite subite dalle imprese editoriali a dir poco allarmante: «In una ipotesi altamente conservativa, stimiamo 670 mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all’anno: un dato di fronte al quale confido che l’Autorità di settore voglia intervenire con fermezza e tempestività».
A questi, bisogna aggiungere tutti i canali che diffondono illecitamente libri, saggi, raccolte di poesie e prodotti editoriali di natura varia.
Il rischio è che si consolidi la pratica illecita della lettura di quotidiani e non, diffusi via chat, con la conseguente compromissione del lavoro e degli investimenti delle migliaia di persone che compongono la filiera produttiva editoriale. Dagli editori ai poligrafici, dai giornalisti agli edicolanti: tutte queste figure, da sempre impegnate a garantire la continuità di quel bene primario che è l’informazione, sono oggi più che mai chiamate ad assolvere alla garanzia di un diritto costituzionalmente garantito. A loro e alla stampa si deve un intervento tempestivo.

A poche settimane dalla denuncia di Wired sul proliferare dei gruppi di revenge porn proprio sulla piattaforma, Telegram torna nell’occhio del ciclone.

Potrebbe interessarti anche questi articoli:

Le novità social di ottobre

Le novità social di ottobre

Ottobre si prospetta un mese di grandi cambiamenti. Scopriamo insieme le novità più interessanti! Spotify e i podcast interattivi La fruizione dei podcast ha registrato una notevole impennata negli ultimi mesi e Spotify non è certo rimasta a guardare: è stata perciò...

Le novità social di settembre

Le novità social di settembre

Twitter, TikTok, Instagram e Facebook: quali sono le novità social del mese?Scopriamolo insieme. Twitter, nuove features per direct e tweet Twitter ha annunciato novità riguardo i DM: sarà presto disponibile una nuova modalità di visualizzazione dei messaggi ricevuti...

Giganti del web: nuove tasse o nuovi dazi

Giganti del web: nuove tasse o nuovi dazi

I giganti del web come Facebook, Google e Amazon, sono multinazionali con sede legali negli Stati Uniti e profitti generati in tutto il resto del mondo. Un esempio? Secondo l’Area Studi di Mediobanca, solo nel 2018 il fatturato delle filiali italiane di questi colossi...

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter

Amiamo la discrezione e la libertà. Per questo motivo ti assicuriamo che ti invieremo il più educato numero di mail possibile!

Benvenuto nella nostra mailing list!

Pin It on Pinterest

Share This