(Photo by Chip Somodevilla/Getty Images)

Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, ha affidato al Washington Post le sue parole, rilasciando un importante editoriale in cui invita i governi a produrre regole più ferree per la protezione degli utenti dai dati dannosi che circolano sul web.

Proprio il fondatore di Facebook, che nei mesi scorsi è stato attaccato per violazioni della privacy, fake news e veicolo di contenuti violenti e interessi politici sulla sua piattaforma, ha sottolineato l’importanza di adottare al più presto misure che impongano ai social network e agli altri servizi di fornire informazioni chiare sulla rimozione dei contenuti ritenuti dannosi. Per quanto riguarda la privacy e la tutela dei dati degli utenti, Zuckerberg ha posto come base di partenza le regole promulgate dall’Unione Europa con il GDPR di recente approvazione. Per quanto riguarda le campagne elettorali, ha proposto la formalizzazione di standard comuni, che consentano di decidere chi e in che modo possa farsi pubblicità sulle varie piattaforme. Infine, ha proposto l’approvazione di nuove regole sulla portabilità dei dati, facilitando il trasferimento in caso di cambiamento del servizio online.
È la prima volta in cui Zuckerberg, accusato di non aver tutelato abbastanza la privacy degli utenti su Facebook e di non aver contrastato le interferenze russe nelle elezioni presidenziali USA del 2016, ammette la necessità di “un ruolo più attivo da parte dei governi” in materia di regolamentazione della Rete.
L’amministratore delegato ha sottolineato di aver trascorso gli ultimi due anni a concentrarsi su problemi come privacy, contenuti dannosi e integrità  elettorale. “Penso che sia importante definire quali ruoli vogliamo che le aziende e i governi possano giocare nell’affrontare queste sfide. La tecnologia è una parte importante della nostra vita, e le aziende come Facebook hanno enormi responsabilità”, ha ammesso Zuckerberg, “ma sembra che qualcosa nel tempo è cambiato, è diventato incontrollabile. Credo che abbiamo bisogno di un ruolo più attivo per i governi e le autorità di regolamentazione. Aggiornando le regole per Internet, possiamo preservare il meglio di questo mondo, la libertà che hanno le persone di esprimersi e quella degli imprenditori di inventare cose nuove, proteggendo anche la società dai danni più ampi. Credo che abbiamo bisogno di un nuovo regolamento in quattro aree: contenuti dannosi, l’integrità elettorale, la privacy degli utenti e la portabilità dei dati”.

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